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NUOVO CONSIGLIO VECCHI VIZI

simbolo movimentoSi è tenuto il primo consiglio comunale, sfilata e foto di rito, due ore dedicate alla questioni “preliminari”, dove ognuno ha cercato di attirare l’attenzione dei media con teatrini su presunte incompatibilità e promesse di opposizione nel merito dei singoli provvedimenti per “il bene della città”, poi, quando stampa e TV hanno mollato la presa, quando finalmente siamo scesi nel “merito” a trattare delibere che riguardavano questioni sostanziali cioè questioni che avranno riflessi sulla vita concreta, come le proposte del Sindaco circa gli “Indirizzi per la nomina, la designazione e la revoca dei rappresentanti del comune presso enti, aziende e istituzioni”, è calato il silenzio. Per la verità due silenzi ben distinti.
Il primo dell’opposizione in cui l’unico intervento è stato quello del Movimento 5 Stelle. Con la proposta dei nostri emendamenti abbiamo dimostrato che la questione meritava attenzione, che si può fare piazza pulita non solo a parole e soprattutto che è possibile cambiare quello che è stato un malcostume degli ultimi anni e cioè lasciare al Sindaco la totale discrezionalità sulla scelta dei rappresentanti del comune, avvenuta in passato nelle “segrete stanze”, quasi sempre come forma di mercanteggiamento e soprattutto senza alcun rispetto per gli interessi dei cittadini. Nostra l’unica voce nel silenzio della sala consiliare che ha costretto il Sindaco a ritirare la delibera per riproporla alla prossima seduta utile con la scusa di verificare la compatibilità normativa degli emendamenti da noi proposti.
Stessa cosa si è ripetuta per l’ultimo punto all’ordine del giorno in cui si dovevano valutare i provvedimenti del CIIP. Anche in questo caso gli unici che si sono preparati alla votazione siamo stati noi del Movimento 5 Stelle. Addirittura quando abbiamo motivato con riferimenti giurisprudenziali il nostro voto contrario alla decisione del CIIP di rendere eventuale il diritto di regresso per le sanzioni amministrative inflitte all’amministratore o dipendente dell’ente per le loro condotte gravemente colpose o dolose, palese è stato lo smarrimento dell’aula. A questo punto abbiamo percepito il secondo silenzio, quello più inquietante, quello della Maggioranza costretta a votare per ordine di scuderia. Nessun intervento. Nessuna dichiarazione di voto. Il nulla. Il resto dell’opposizione per uscire dall’imbarazzo si è accodata alla nostra proposta con una timida astensione forse per non dare troppo risalto al nostro lavoro.