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TRE MILIONI DI EURO PER 70 ISOLE ECOLOGICHE.

simbolo movimentoAL BANDO PARTECIPA UNA SOLA AZIENDA E VINCE CON UN RIBASSO DI 20.000 EURO PARI ALLO 0,65%. INCREDIBILE A CREDERSI. INTERVENGA IL SINDACO.


Il Comune di Fermo ha tra i suoi compiti quello della raccolta differenziata dei rifiuti urbani. Il nostro Comune per effettuare questo servizio ha costituito una società interamente partecipata, l’Asite srl, che viene profumatamente pagata per effettuare la raccolta dei rifiuti.
Questa società interamente partecipata ha un ingente numero di dipendenti ma non riesce a fare questo servizio tanto che la raccolta differenziata del nostro Comune è tra le più basse d’Italia. Basterebbero dei contenitori posti nelle varie zone della città in cui differenziare i rifiuti come carta, plastica, legno ecc. per raggiungere livelli accettabili. Ma l’Asite proprio non riesce ad imbastire un minimo di raccolta differenziata. Per porre riparo a questa situazione l’Asite ha deciso di acquistare tramite bando 70 isole ecologiche informatizzate che dovranno, recita il bando, “garantire alla Fermo Ente un risultato di raccolta differenziata non inferiore al 70% nel primo anno di attività e non inferiore al 75% nel secondo anno, mantenendo, come minimo, tale risultato per ogni anno successivo”. 
Per l’acquisto di queste “bilance” l’Asite si è dichiarata pronta a sborsare la cifra di 2.156.000 euro + iva, e soprattutto disposta a pagare 924.000 euro + iva per il servizio di manutenzione e gestione del sistema informatico collegato. Vale a dire 30.800 euro per l’acquisto e 13.200 euro per la manutenzione per ogni singola isola. Ma come si è arrivati a questa offerta ? E’ stato fatto uno studio per verificare il prezzo medio di queste strutture in Europa ? Perchè non è stato incluso tra i documenti uno studio di fattibilità come quello presente nel bando per le ecostazioni di Servigliano? Non si sa. Il consiglio comunale non ne sa nulla. 
Ma ancor più sconvolgente è la cifra di 924.000 euro per il servizio di manutenzione del sistema informatico. Come sono stati determinati ? 
Un bando fatto quindi avendo in mente delle isole informatiche predeterminate, con costi e precise necessità manutentive.
Ma ancor più strano è il fatto che la cifra di 3 milioni di euro sia passata inosservata agli operatori europei tanto che a rispondere è stata una sola azienda, la Ecofil srls di Comunanza. Piccolissima azienda, che ha avviato la propria attività nel maggio 2014, con capitale sociale di 3.000 euro versato da un unico socio la Sig.ra Travanti Anna che, a onor di cronaca, ha per titolo di studio la licenza media e svolge anche la funzione di amministratore unico. Azienda quindi senza capitali, strutture, unità locali o dipendenti e che si presenta come licenziataria di una invenzione industriale depositata dalla società “OMG di Geminiani Gino”, grazie alla quale ha realizzato nel 2014 ricavi per 38.983 euro e nel 2015 ricavi per 91.590 quasi tutti impiegati per coprire costi e quindi gli utili sono stati negli anni pari a 4.000 euro.
Perchè nessun operatore del settore ha partecipato a questo bando ? 
Forse perchè tra i requisiti del bando c’è la strana richiesta” del “sopralluogo obbligatorio per prendere visione dei luoghi ove si svolgerà l’appalto con particolare riferimento all’Ecocentro” da effettuarsi nei pochi giorni che passano dalla pubblicità del bando alla scadenza e che può aver scoraggiato aziende geograficamente lontane ? 
Certo sono da elogiare le capacità della Sig.ra Anna Travanti che con il bilancio in possesso è riuscita ad ottenere “idonee referenze bancarie rilasciate da parte di due Istituti di credito operanti negli stati membri della UE” come previsto dal bando.
Come è possibile valutare l’affidabilità economica e tecnica di una azienda senza parametrare in un bando i valori di bilancio minimo per poter partecipare e gli importi dei lavori già svolti come fatto, ad esempio, nel bando recente per le ecostazioni del comune di Pomezia?
Ma quello che a noi cittadini è apparso difficile da credere è che una piccolissima azienda per aggiudicarsi un lavoro di 3 milioni di euro, il più grande della sua storia, e per vincere la concorrenza di tutta Europa abbia offerto un ribasso ridicolo di soli 20.000 euro (pari allo 0,65%) !!!!
A pensar male sembra quasi che fossero certi della mancata partecipazione di altre aziende. Intervenga il Sindaco e riprenda possesso della Asite.

Marco Mochi
Consigliere movimento 5 stelle Fermo

Mirko Temperini
Consigliere movimento 5 stelle Fermo

Il gruppo Movimento 5 stelle di Fermo